giovedì 4 febbraio 2016






Femminicidio, dieci donne che non possiamo dimenticare
di MICHELA MURGIA



È QUESTIONE di concentrazione: di certe cose non ci occupiamo fino a quando non si verificano tutte insieme in modo tale che diventa impossibile ignorarle. Così tre donne massacrate per mano dei loro compagni in appena due giorni hanno riacceso il faro dell'attenzione pubblica sul tema del femminicidio. Si chiamano Marinella, Carla e Luana, ma è facile appropriarsi di un nome per rendere le persone personaggi e dire che quelle storie erano le loro e non la nostra.

Ciascuna di queste donne va immaginata con il nome che diamo a noi stesse. A Catania il primo febbraio una è morta per mano del marito, che l'ha strangolata davanti al figlio di 4 anni. Lo stesso giorno a Pozzuoli una di loro, incinta al nono mese, è stata ridotta in fin di vita dal compagno che le ha dato fuoco. Ieri un'altra è morta quasi decapitata dal marito, poi fuggito contromano in autostrada. Fanno scalpore, eppure non sono le prime notizie dell'anno sulla violenza alle donne. Il 2016 era cominciato da appena due giorni quando i carabinieri hanno scoperto a Ragusa una donna segregata in casa dal suo convivente, che da due anni a suon di botte le impediva di andarsene. Lo stesso giorno ad Ancona una donna veniva picchiata da quello che era stato il suo fidanzato, prima che lo lasciasse per le violenze. Il 3 di gennaio una donna di Città di Castello è stata uccisa da suo figlio con dieci coltellate, e il 5 a Torino una'altra è quasi morta per le violenze inflittele dal marito, che l'ha più volte colpita in testa con un bicchiere prima che un vicino chiamasse la polizia. Il 9 gennaio a Firenze una donna è morta strangolata da un uomo che prima c'era andato a letto e poi l'ha uccisa per derubarla. Strangolata è morta anche la donna che il 12 di gennaio è stata trovata nel suo letto, ammazzata dall'uomo che frequentava. Il 15 e il 16 di gennaio due nonne sono stata uccise dai rispettivi nipoti: una è stata massacrata a Mestre con una sega elettrica, l'altra a Sassari con un vaso di cristallo. Il 27 gennaio a Cetraro una donna è stata uccisa per strada dal suo ex cognato, che le dava la colpa della fine del proprio matrimonio. Il 30 gennaio una donna è stata ferita gravemente dal marito, che prima di aggredire lei con un coltello aveva ucciso i loro figli di 8 e 13 anni.

In questo elenco non ci sono le decine di violenze, i maltrattamenti, le riduzioni della libertà e i tentati omicidi in ambito familiare le cui eco spesso non ci arrivano neppure. Sappiamo però che erano tutte a carico di donne che vivevano accanto a noi, in questa strana Italia ancora divisa tra voglia d'Europa e Family Day, ma incapace di riconoscere che c'è qualcosa di sbagliato e distruttivo nel modo in cui impostiamo i rapporti di relazione che chiamiamo "famiglia". Che sia tradizionale o arcobaleno, che lo stato la riconosca o meno, quel sistema di legami e la sua faccia oscura ci riguardano tutti e tutte,
allo stesso modo. Finché non affronteremo il nodo del potere nascosto in quello che chiamiamo amore, il Paese che ammazza le donne non sarà un buon posto per nessuno.

(Michela Murgia è scrittrice, il suo ultimo romanzo è Chirù, per Einaudi)



giovedì 8 ottobre 2015



STIPULATO IL PROTOCOLLO D'INTESA TRA IL COMUNE DI SAN GIUSEPPE JATO E L'ASSOCIAZIONE FIDELIS ONLUS.


Un tassello importante si aggiunge alle attività progettuali del Centro Antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in difficoltà nonché alla costituzione di una rete di relazione e d'intervento territoriale per quanto concerne la lotta contro la violenza di genere.

La costruzione di una rete Antiviolenza stabile e sinergica ha il fine di coinvolgere tutti gli attori istituzionali del territorio (giudiziario, di polizia, sociale, sanitario, educativo) attraverso forme innovative di relazione e partecipazione, nella logica della multidisciplinarietà. 

La violenza contro le donne è, infatti, un fenomeno complesso e diffuso e non privato, che deve essere affrontato dall’intera comunità. Nessun soggetto, individuale o collettivo, pubblico o privato, è sufficiente da solo a rispondere a situazioni di maltrattamento e violenza.

La Rete Antiviolenza A.D.I.D. rappresenta una modalità innovativa in quanto realizza il superamento della settorialità degli interventi rendendo di conseguenza più efficaci, immediate ed appropriate le risposte.
La rete va vista, pertanto, non come una ulteriore struttura burocratica, ma come una nuova prassi, che va oltre la semplice unione tra Servizi, ed è basata sul reciproco riconoscimento attraverso:

·          Individuazione delle aree di standardizzazione e di miglioramento dei processi e delle procedure di integrazione e collaborazione al fine di:
1.     Pervenire ad una visione comune sulla violenza tra operatori di servizi diversi che operano sul medesimo territorio o su territori che si confronteranno col progetto. 
2.     Contrastare la violenza operativamente contrastare la violenza come modalità relazionale, producendo una cultura della non violenza diffusa.

  Ø Coordinamento e collaborazione tra istituzioni pubbliche e associazioni facilitando l’adozione di specifici protocolli operativi in grado di integrare tra loro le prestazioni dei diversi soggetti nel percorso di accoglienza e sostegno alle vittime, superando le frammentazioni e i vuoti di intervento. Il confronto fra reti territoriali favorirà la modellizzazione e trasferibilità degli interventi e la sperimentazione di pratiche operative su territori differenti a più vasta dimensione.
  Ø Monitorare e Valutare il sistema dei servizi di prevenzione, protezione e presa in carico relativo al fenomeno della violenza di genere attivo sui territori coinvolti. Saranno prese in esame le attività continuative o occasionali di tutti i soggetti che hanno responsabilità politiche, tecniche, operative sul fenomeno, nelle aree territoriali individuate. In particolare, si intende porre le basi e sperimentare un OSSERVATORIO UNICO in grado di analizzare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici e privati del territorio, di dare maggiori elementi di conoscenza dell’evoluzione qualitativa della violenza di genere, di fornire ulteriori elementi per il miglioramento degli interventi.

A nome dell'Associazione Fidelis Onlus ringrazio il Sindaco del Comune di San Giuseppe Jato, Dott. Davide Licari per la spiccata sensibilità mostrata verso la tematica,la giunta e il consiglio comunale per aver intrapreso con noi questa lotta che è innanzitutto difesa della dignità della donna e salvaguardia delle pari opportunità.

Un ringraziamento per l'apporto e la collaborazione attiva va al Presidente del Consiglio del Comune di Borgetto. Dott.ssa Elisabetta Liparoto.



Presidente Associazione Fidelis Onlus

Tortorici Gaetano





lunedì 10 agosto 2015



9 Agosto 2015

INAUGURAZIONE CENTRO ANTIVIOLENZA A.D.I.D.


La giornata di ieri sembra segnare un vero e proprio spartiacque tra il passato e il presente. Grato per tutto il lavoro svolto in questi anni e consapevole dell'enormi sfide che ci attendono all'interno del nostro territorio, l'inaugurazione del Centro Antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in difficoltà rappresenta un punto di non ritorno per quanto concerne la lotta contro ogni forma di violenza n...ei confronti della donna.

La giornata di ieri consegna nelle nostre mani una responsabilità enorme che condivideremo con tutte le forze istituzionali del distretto socio sanitario 41.

Siamo un po' tutti chiamati, a vario titolo, a scardinare questo tessuto sociale e culturale che soffoca e umilia la nostra terra.

La presenza dell'Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Maresciallo Carlo Cesari che ringrazio, determina, un'importante passo avanti in quel lavoro di rete che abbiamo innescato con le scuole ,comuni, associazioni.

Inoltre volevo ancora una volta sottolineare la mia grandissima stima nei confronti del Sindaco Gioacchino De Luca che si è sempre interfacciato con noi con grande impegno e costanza, operando e collaborando anche come semplice cittadino, al di la del suo ruolo.

Non posso dimenticare quanto presente sia stata la Dottssa Elisabetta Liparoto , Presidente del Consiglio del Comune di Borgetto, in questo lungo, intenso e determinante percorso. Se dovessi elencare tutto quello che abbiamo fatto insieme in questi mesi non basterebbe una giornata intera. Ringrazio gli assessori del Comune i Borgetto per la loro presenza, Alessandro Santoro e Angela Landa, il Presidente del Consiglio del Comune di Partinico, Dott. Filippo Aiello per averci onorato della Sua presenza.

A tutti coloro che hanno partecipato voglio rinnovare i miei ringraziamenti. Si ringraziano gli sponsor che hanno sponsorizzato l'evento.


ARTICOLI, FOTO E VIDEO 
























Foto a cura di Francesco Amato















venerdì 31 luglio 2015



INAUGURAZIONE

DOMENICA 

09 Agosto 2015
Ore 11:00

Presso Ex Collocamento
Via Giacomo Leopardi - 2
90042 - Borgetto









EVENTO SPONSORIZZATO DA































Sarà inaugurato il prossimo 9 agosto, a Borgetto, il nuovo centro violenza dell’Adid, Aiuto Donne in difficoltà, promosso dall’Associazione Fidelis Onlus.

Grazie ad un finanziamento regionale e ai locali dell’ex ufficio di collocamento di via Giacomo Leopardi, messi a disposizione dal Comune, quello che finora è stato un semplice sportello d’ascolto, diventa un centro operativo per fornire assistenza psicologica, pedagogica e legale alle donne che vivono nel limbo della violenza.

Il centro, si pone l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza di genere in ogni sua forma. E’ aperto nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9,30 alle 13,30, mentre il martedì dalle 15 alle 19, ed è al servizio di tutti gli utenti del distretto socio sanitario 41 che vede capofila il comune di Partinico.










   

Un progetto lungo quasi 10 anni quello che trova ampio respiro all’interno del Comune di Borgetto.

Quello sulla violenza di genere è sempre stato, e così sarà negli anni a venire, uno dei pilastri portanti su cui l’Associazione Fidelis Onlus ha costruito i suoi valori, principi e risposte concrete verso un territorio privo di servizi dedicate alle pari opportunità e nello specifico quello della salvaguardia della dignità della donna.

L'Associazione Fidelis Onlus ha preso in carica 15 donne di territori limitrofi (fuori dal distretto socio sanitario 41) che, solo dopo essersi rivolte agli operatori attraverso il Forum, hanno trovato il coraggio di recarsi personalmente presso il Centro A.D.I.D.

Solo presso il Comune di Borgetto, in 6 anni di Centro Antiviolenza attivo, sono state 40 le donne che si sono rivolte all'Associazione Fidelis Onlus avvalendosi del supporto psico-pedagogico legale e che hanno denunciato.

Da due anni il Centro Antiviolenza A.D.I.D., per mancanza di fondi, ha dovuto ridimensionare le giornate di apertura. Nonostante ciò, grazie al lavoro di rete che l'Associazione Fidelis Onlus ha realizzato con le istituzioni presenti sul territorio, ad oggi il Servizio Sociale del Comune di Borgetto, con cui l'Associazione Fidelis è sempre in contatto, registra tra il 2013 e il 2014, 20 casi di violenze in famiglia.

Quest’anno grazie al contributo della Regione Sicilia, Assessorato alla Famiglia (L.r. 3/2012 – D.D.G. N° 599 del 11/03/2015) nonché al supporto logistico dell’Amministrazione del Comune di Borgetto, abbiamo rimesso in moto le finalità e gli obiettivi previsti dal Progetto “Centro Antiviolenza A.D.I.D. – Aiuto donne in difficoltà.

Il Centro antiviolenza ADID – Aiuto donne in difficoltà nato in seno all’Associazione Fidelis Onlus è stata l’unica realtà presente all’interno del distretto socio sanitario 41, l’unico servizio attivo, anche se a singhiozzi per mancanza di fondi strutturali, che è riuscito a sensibilizzare, informare e prendere in carico le donne e minori vittime di violenza inserendoli in un percorso di assistenza psico-pedagogico legale.

Il Centro antiviolenza A.D.I.D. Aiuto donne in difficoltà è stato, in questi anni, un laboratorio di azioni concrete nell’assistenza e supporto a vittime di violenza, ed ha sviluppato un piano di servizi territoriali che ha cambiato da un lato il tessuto socio/culturale del territorio, mediante seminari e convegni, e dall’altro versante ha dato risposte a quelle donne e/o minori che si trovavano in gravissime difficoltà per via della violenza intra familiare ed extra familiare subita.

Quest’anno grazie alla collaborazione del Comue di Borgetto, che ci ha consegnato una sede in comodato d’uso adeguata per la realizzazione del Centro Antiviolenza, l’azione di contrasto contro le violenze di genere sarà più efficace e strutturata in modo tale da dare risposte tempestive e adeguate alle donne che decidono di denunciare e cominciare un percorso di uscita dalla violenza, inoltre la realizzazione di una Rete Antiviolenza (Rete Antiviolenza A.D.I.D.) che nascerà dalla stipula di vari protocolli d’intesa tra gli attori istituzionale del Territorio consentirà la costruzione di un supporto stabile e sinergico nei confronti della donna vittima di violenza. A questo si aggiungerà la programmazione di tutta una serie di seminari volti alla formazione/informazione sulle tematiche della violenza di genere verso i docenti presso gli istituti del distretto socio sanitario 41.

Il centro Antiviolenza A.D.I.D è stato inserito nella Mappatura dei centri antiviolenza del Ministero delle Pari Opportunità e del numero verde 1522, si compone di un team di professionisti che hanno esperienza pluriennale nell’assistenza di donne vittime di violenza.

Presidente Associazione Fidelis Onlus – Tortorici Gaetano: “Un plauso va dato all’amministrazione del Sindaco Gioacchino De Luca che, con il Patrocinio del comune ha sancito un protocollo d’intesa con l’associazione Fidelis Onlus e a tutti i componenti consiliari del Comune di Borgetto. La politica quando è al servizio dei cittadini rappresenta un volano fondamentale per la fondazione di interventi sociali volti a migliorare la vita del singolo individuo. In questo progetto ha creduto fortemente il Presidente del C.C. Dott.ssa Elisabetta Liparoto, che politicamente e fattivamente ha coadiuvato l’Associazione Fidelis Onlus rendendo possibile la riuscita del centro. Forze politiche e Associazione si muovono energicamente e fattivamente per far diventare il Centro Antiviolenza A.D.I.D. il nodo centrale all’interno del distretto socio sanitario 41 nella lotta contro ogni forma di violenza. Bisogna ristabilire il primato delle pari opportunità e dell’uguaglianza, trasferire sul territorio tutte le conoscenze e gli strumenti nella lotta contro ogni forma di violenza e innescare le condizioni che facciano emergere l’enorme sommerso che ancora c’è, mettere in sicurezza le famiglie, per salvare la vita alle donne e proteggere quella dei bambini.

Responsabile del Centro Antiviolenza ADID – Dottssa Ines Mazzotta: Il Centro Antiviolenza A.D.I.D. (Aiuto Donne In Difficoltà) si pone come scopo prevenire e contrastare la violenza di genere in ogni sua forma. La metodologia di intervento, con la quale da sempre gli operatori del team hanno svolto le attività, si basa principalmente su un lavoro di educazione – rieducazione, ovvero tirare fuori (ex-ducere) dalla donna vittima di violenza le sue risorse, lasciando in lei progressivamente segni (insegnarle) per un cambiamento positivo, aiutandola e sostenendola a dare forma (formare) al suo progetto di vita. La matrice di intervento affonda le sue radici su un progetto pedagogico: sostenere la donna, in questo processo di cambiamento, che la porterà ad avere cura di sé. Lo staff (pedagogista, psicologo, legale) formato in modo specifico nell’ottica interdisciplinare, presiede alla presa in carico di fuoriuscita dalla relazione violenta, attraverso incontri di equipe, considerando sempre la donna protagonista nel percorso, fornendo un quadro della situazione iniziale e completandone i tratti attraverso informazioni dettagliate, ricostruendo insieme a lei la sua storia sul piano dell’ascolto attivo e della strutturazione di una relazione empatica, garantendole protezione e sicurezza, sostenendola ed accompagnandola verso un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Questo è il metodo con il quale l’Associazione Fidelis ha sempre portato avanti il suo progetto a favore delle donne vittime di violenza, sin dagli albori quando si presentava come Sportello di ascolto e supporto psico-pedagogico assistenziale ad oggi strutturato quale Centro Antiviolenza di supporto psico-pedagogico legale .


Per qualsiasi informazione potete contattare gli operatori del centro nei giorni:

Lunedì – dalle ore 09:30 alle 13:30
Martedì – dalle ore 15:00 alle 19:00
Mercoledì - dalle ore 09:30 alle 13:30
Giovedì - dalle ore 09:30 alle 13:30

Inoltre i contatti telefonici, nonché strumenti quali il forum antiviolenza, il blog antiviolenza e il numero di cellulare di pronto intervento dedicato al contatto immediato attraverso l’ausilio di applicazioni quali Viber e Whatsapp permetterà a chi cerca sostegno da parte del Centro antiviolenza A.D.I.D. di trovare un valido sostegno tempestivo ed efficace.

Email – centroadid@libero.it

Numero di Telefono del centro ADID – 091-7775895 o 345-1625261

Numero di Pronto intervento – 338-5642128

Gruppo Facebook: Mai più Violenza contro le donne

Blog Antiviolenza: http://forumantiviolenza.blogspot.com

Forum Antiviolenza: http://forum-antiviolenza.ffz.it

lunedì 6 luglio 2015









Informazioni riguardanti i giorni di apertura e i relativi orari dove è possibile incontrare gli operatori del Centro Antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in difficoltà.

Per qualsiasi informazione contattare l'Associazione Fidelis Onlus mediante gli indirizzi email e i numeri telefonici presenti sulla locandina

mercoledì 1 aprile 2015







CENTRO ANTIVIOLENZA A.D.I.D.
Aiuto donne in difficoltà


Volevo informare tutti gli amici del gruppo che in data 26/03/2015 la Regione Sicilia - DIPARTIMENTO della FAMIGLIA e delle POLITICHE SOCIALI, ci ha informato che siamo stati inseriti nella graduatoria definitiva dei progetti relativi alla legge regionale 3/2012 di cui D.D.G. N° 599 del 11/03/2015, dalla quale risultano ammesse al contributo le seguenti linee di attività:

> Prevenzione e Informazione
> Rete di relazione
> Centro antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in difficoltà.

Tale finanziamento ci consentirà di rafforzare maggiormente tutte le attività che abbiamo sempre portato avanti presso il nostro territorio. Vi terrò aggiornati sulle varie azioni di contrasto alla violenza di genere che metteremo in atto nel distretto socio sanitario 41.

Mi preme sottolineare quanto sia stato indispensabile il supporto del Comune di Borgetto che con il Sindaco Gioacchino De Luca ha, da quando si è insediato, supportato e rafforzato il lavoro dell'Associazione Fidelis Onlus e del Centro Antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in Difficoltà.
Ad esso va il merito di aver donato come sede del Centro Antiviolenza A.D.I.D. - Aiuto donne in difficoltà un bene confiscato alla mafia, pertanto doppio successo!

Pertanto continua con nuova linfa vitale il nostro storico impegno per quanto concerne la salvaguardia della dignità della donna!

Un saluto amici!

Presidente Associazione Fidelis Onlus
Tortorici Gaetano






5x1000 
Costruiamo un progetto comune

Cari Amici anche quest’anno la legge finanziaria consente di destinare la quota del 5 per mille della tua imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), relative all’anno 2014, alle organizzazioni non-profit per sostenere le loro attività.Con questo meccanismo puoi vincolare una quota delle tue imposte al sostegno di Enti come il nostro che svolgono attività socialmente rilevanti.
Il 5 per mille non è un’imposta aggiuntiva ma viene decurtato da quanto destinato allo Stat...o per devolverlo ad attività e progetti specifici (se non firmi, il 5x1000 non rimane comunque a te ma viene prelevato dallo Stato).
Apponendo la tua firma nel riquadro prescelto ed inserendo nei modelli per la dichiarazione dei redditi - CUD, 730 o Unico - il nostro codice fiscale 97202420820, comunicherai all’erario l’intenzione di devolvere il tuo contributo all'Associazione Fidelis Onlus
In base alla nuova formulazione del cinque per mille, questi sono i destinatari:

> Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale
> Le associazioni di promozione sociale
> Le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui l'articolo 10, c. 1, lett a), del D.Lgs n.460 del 1997;
> Gli enti di ricerca scientifica e universitaria;
> Gli enti di ricerca sanitaria;
> I comuni di residenza (sostegno alle attività sociali);
> Le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge;

COME FARE:
È davvero semplice:
compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico; firma nel riquadro "Sostegno delle associazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute....."
indica il codice fiscale dell’Associazione Fidelis Onlus:

97202420820

Può destinare il 5x1000 anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione.È sufficiente compilare la scheda e presentarla, in busta chiusa:

> allo sportello di un ufficio postale o a uno sportello bancario che provvederà a trasmetterle all'Amministrazione finanziaria (il servizio è gratuito)oppure> a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, CAF, etc.) Quest'ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta, attestante l'impegno a trasmettere le scelte.

Sulla busta occorre scrivere: “scelta per la destinazione del cinque per mille dell'Irpef", e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente”

RICORDA: Il 5 per mille non sostituisce l'8 per mille e non costa nulla al contribuente, ma è un modo per poter scegliere quali realtà sostenere con le imposte che paghi. Si tratta di imposte che sarebbero comunque dovute andare allo Stato. Scegliendo di destinare il 5 per mille si sceglie che cosa finanziare con una parte delle proprie tasse


Per informazioni:

Gruppo Facebook 5x1000:
https://www.facebook.com/CentroADID

Gruppo Mai più violenza contro le donne:
https://www.facebook.com/groups/FidelisOnlus/

Email: fidelis_onlus@libero.it

Contatto telefonico: 3385003518

martedì 12 luglio 2011

Video presentazione del Centro Antiviolenza ADID - Aiuto donne in difficoltà

Carissimi amici

Come molti di voi sapranno giorno 8 Luglio presso il Palazzo dei Carmelitani a Partinico abbiamo presentato mediante il convegno: "al di là delle mura domestiche non sei sola" il CENTRO ANTIVIOLENZA ADID - AIUTO DONNE IN DIFFICOLTA'.

Per noi è stato un'appuntamento importantissimo perchè dopo anni di duro lavoro sul territorio abbiamo portanto davanti alle telecamere e alla cittadinanza di Partinico le testimonianze delle donne che in questi anni ci hanno seguito e che abbiamo supportato e aiutato nel loro percorso.

Oltre alle interviste e ai servizi di TeleJato e Tv7 che avete visto in questi giorni inserisco su questo Blog anche il video che abbiamo proiettato quel giorno. Un video che parla di violenze, di donne, di speranza... Vi prego soltanto di andare al di là delle immagini e soffermarvi sulla sofferenza, sul dolore e sul silenzio che queste donne ogni giorno sperimentano sulla loro pelle e che diversamente da molti ritornando a casa non si ritroveranno delle braccia aperte ad sostenerle ma violenze e abusi di ogni tipo...

Cosi come è stato detto al convegno ribadisco qua... il centro antiviolenza ADID non è nostro ma vostro...è di tutti, società civile, istituzioni e enti locali... Dovete essere anche voi a difenderlo insieme a noi con forza e coraggio, e sostenere con la vostra presenza il nostro lavoro...

Grazie di cuore a tutti.

Prima parte del Video

Seconda parte del Video



lunedì 11 luglio 2011

Lettera della Senatrice Simona Vicari


Il tema della violenza sulle donne mi coinvolge non tanto come legislatore ma soprattutto come donna. Conosco da tempo l'opera meritoria della vostra associazione in un territorio difficile. Vorrei sottolineare l'importanza che l'associazione Fidelis Onlus ha per il distretto di Partinico. Opera che prosegue con l'aiuto nei confronti delle donne vittime di violenze attraverso iniziative che vanno dall'informazione a un vero e proprio "Sportello donna".

Il fenomeno della violenza sulle donne ha però negli ultimi anni assunto proporzioni mai viste, tanto che in alcune inchieste giornalistiche si è parlato di vero e proprio femminicidio. Io credo che la politica sia fatta di azioni concrete e questo governo ha realizzato molto per le donne. Già dai primi mesi del suo insediamento il Parlamento ha approvato la legge contro la violenza sessuale che prima di allora, come tutti noi ricordiamo, non era violenza contro la persona. Finalmente anche nel nostro Paese abbiamo introdotto il reato di “Stalking”, una ferma risposta alla violenza fatta di comportamenti intrusivi che spesso degenerano in atti di violenza fisica, fino ad arrivare alla morte. Basti pensare che secondo l’Osservatorio nazionale stalking, le persecuzioni – che hanno per vittime soprattutto donne - in un caso su due sono ad opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei. E' stato inoltre istituito un numero verde il 1522 un servizio di accoglienza telefonica e sostegno per le donne vittime di violenza, oltre alla diffusione di campagne di comunicazione e di informazione.

Cari amici continuate nella vostra "missione", io seguirò sempre le vostre iniziative.


Vibo Valentia: botte a un bimbo disabile, arrestate 4 maestre



MILETO (Vibo Valentia) - Quattro insegnanti dell’asilo di Mileto sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile di cinque anni.

Il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione.

Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino.

Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino. Le quattro maestre sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Le maestre sono:

Adriana Mangone di 50 anni,
Elena Magliaro di 38,
Maria Teresa Spina di 57,

tutte di Mileto, e di

Francesca Cimino De Liguori di 46 anni, di Vibo Valentia.

La quinta maestra indagata è

Rosa Maria Riso, di 37 anni, di Vibo Valentia.

Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente.

I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

«La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell'asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato.

Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva. Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l'altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell'asilo dai carabinieri.

Le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno.

Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre - scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

Fonte: Il messaggero
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«La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell'asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato. Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva.
Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l'altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell'asilo dai carabinieri. Tra l'altro, le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno. Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre - scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

Fonte: Il Tempo

domenica 10 luglio 2011

Convegno: Al di là delle mura domestiche non sei sola

Articolo del Giornale di Sicilia e servizio dell'emittente TeleJato


Servizio del 7 Luglio 2011

Sevizio dell'emittente TeleJato sull convegno: Al di là delle mura domestiche non sei sola

Articolo del Giornale di Sicilia


L'Associazione Fidelis Onlus vuole ringraziare tutti gli intervenuti malgrado la giornata afosa.
Questa è stata per noi dell'Associazione Fidelis Onlus una giornata importantissima, un momento di aggregazione e condivisione con le Istituzioni, Enti locali, mondo sociale e società civile.

Importante per noi è stato l'impegno, fin dall'inizio, del Comune di Partinico nella persona del Sindaco Salvo Lo Biundo e dell'Assessore alla solidarietà sociale il Dott. Giacomo Russo. Va dato loro merito di aver con coraggio e costanza appoggiato fin dalla sua nascita il Centro antiviolenza ADID - Aiuto donne in Difficoltà, che come avete sentito più volte nel servizio di TeleJato sarà trasferito in un bene confiscato alla Mafia.

Va inoltre ricordato che il Progetto Centro Antiviolenza ADID è stato finanziato dalla Provincia Regionale di Palermo - Dipartimento politiche sociali.
Cogliamo l'occasione, pertanto, di ringraziare a nome dell'Associazione:

Il Presidente della Provincia Regionale di Palermo - Giovanni Avanti
Il Direttore delle Politiche Sociali della Provincia Regionale di Palermo - Dott. Massimo Rizzuto
Il Consigliere della Provincia Regionale di Palermo - Dr. Antonio Angelo.

Importante rammentare che presso il Comune di Borgetto con fondi comunali è stato istituito lo "Sportello Antiviolenza Donna" grazie all'impegno e alla sensibilità dell'Assessore alla Solidarietà Sociale Vito Riina e del Sindaco Giuseppe Davì. Come avete sentito lo stesso "Sportello Antiviolenza donna" sarà trasferito in un altro bene confiscato alla Mafia del comune.

Tutto questo ha un sapore autentico di un impegno che va al di là del colore politico e si pone come pietra miliare nella creazione di una rete antiviolenza che manca sul nostro territorio.

Ringraziamo per la loro presenza e per aver portato la loro testimonianza viva e vera del percorso di rinascita che hanno fatto con noi in questi anni le utenti:

La Sig.ra Saveria Leto;
La Sig.ra Mariella Musso;
La Sig.ra Elisa Brusca;
La Sig.ra Greta Contino.

Le loro Parole hanno, più di ogni altra cosa, fatto comprendere a tutti quanto sia stato, è e sarà importante il nostro lavoro sul territorio.
Un plauso e un profondo ringraziamento va all'opera del Sindacato di Polizia SIAP che, mediante gli interventi della Dott.sa Edvige Pastorelli e del Dott. Luigi Lombardo ci hanno fatto conoscere il lavoro che loro svolgono sul territorio di Palermo.

Ringraziamo infine:

La Sociologa del dipartimento di salute mentale del Comune di Partinico
Dott.ssa Rossella Caleca

Il servizi sociali del comune di Partinico
Dott.ssa Angela Puccio, Dirigente del Settore Servizi sociali
L’Assistente sociale Dott.ssa Salva Polizzi, e la Dott.ssa Renate

L’Assistente sociale del Comune di Borgetto
Dott.ssa Mariella Intravaia che in tutti questi anni è sempre stata al nostro fianco ed è uno dei nostri punti di riferimento.

mercoledì 6 luglio 2011

Violenza sessuale su una suora - Condannato Padre Fedele


La sentenza del tribunale di Cosenza. Nove anni e tre mesi di carcere all'ex frate cappuccino. I pm ne avevano chiesti otto. Il religioso reagisce urlando: "Vergognatevi tutti, avete infangato un sacerdote onesto". Sei anni e tre mesi al suo segretario, Antonio Gaudio

COSENZA - Nove anni e tre mesi di reclusione: è questa la condanna inflitta dal tribunale di Cosenza a padre Fedele Bisceglia, giudicato colpevole di violenza sessuale su una suora. Il tribunale ha condannato anche il segretario, Antonio Gaudio a sei anni e tre mesi per lo stesso reato. I pubblici ministeri Adriano Del Bene e Salvatore De Maio avevano chiesto una condanna ad otto anni di carcere per Bisceglia e a sei anni per Gaudio.

Lo sfogo. "Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti, perché è stato condannato un innocente - ha urlato l'ex religioso dopo la lettura della sentenza - Avete infangato un sacerdote onesto. E' la pagina più dolorosa mai scritta dalla magistratura di Cosenza". "Pentitevi", ha aggiunto all'uscita dal tribunale rivolgendosi alle suore dell'ordine a cui appartiene la vittima, anch'esse presenti al processo. L'ex frate ha continuato inoltre a chiedere l'intervento dell'arcivescovo di Cosenza monsignor Salvatore Nunnari.

Le suore: "Sollievo". La decisione dei giudici è stata accolta con molta soddisfazione dalle suore Francescane dei Poveri, secondo cui la sentenza "rappresenta un grande sollievo per la nostra sorella e tutte le donne immigrate coinvolte come vittime in questa triste vicenda". "E' stata un'esperienza molto dura - prosegue il comunicato - e ciò che ha sostenuto la nostra consorella e tutte noi è stata la fede e anche la fedeltà alla nostra identità di suore Francescane dei poveri. Siamo infatti chiamate ad ascoltare il grido dei più vulnerabili e la nostra suora ha trovato il coraggio di denunciare, proprio a sostegno delle altre donne, che si trovavano nella stessa situazione di abuso". "La ringraziamo - conclude la nota - per questo e per aver aperto ancora di più gli occhi e il cuore sulla drammatica situazione in cui versano tante donne vittime di violenze di ogni genere".

La vicenda. L'ex frate cappuccino, fondatore dell'Oasi dei poveri, finì in carcere il 23 gennaio 2006 per i cinque stupri denunciati dalla suora che operava nella struttura di accoglienza. La donna riferì di essere stata costretta ad assumere dei farmaci, che l'avrebbero resa completamente succube dei suoi violentatori. L'accusa ha incentrato il processo sull'esuberante personalità dell'ex frate missionario, noto per la sua passione calcistica, da vero ultrà, per la squadra del Cosenza e per avere convertito una pornostar, mentre la difesa ha puntato sulla mancanza di prove consistenti che confermassero le violenze.

Fonte: Repubblica.it
06 luglio 2011